Un ingresso “ingombrato” da carta, plastica e indifferenziata
A Cesenatico c’è un palazzo che ogni giorno accoglie decine di persone in momenti delicati della propria vita: chi porta un figlio a una visita, chi affronta un percorso di sostegno psicologico, chi si rivolge ai servizi di ostetricia. Proprio davanti a quell’ingresso, in largo S. Giacomo, ad accogliere i visitatori non è un percorso curato o un minimo di attenzione al contesto, ma una fila di bidoni per la raccolta differenziata: carta, plastica, indifferenziata e persino il contenitore per lo smaltimento dei farmaci scaduti.
I servizi ospitati nell’edificio
La struttura raccoglie funzioni sanitarie e sociali di primaria importanza per il territorio:
- Consultorio familiare
- Consultorio ostetrico-ginecologico
- Neuropsichiatria infantile e logopedia
- Igiene e salute mentale
Un ventaglio di servizi che riguarda famiglie, bambini, persone in condizioni di fragilità: proprio per questo la collocazione dei cassonetti a ridosso dell’ingresso appare a molti fuori luogo.
Una questione di decoro, non solo estetica
Chi si reca in consultorio o accompagna un familiare a una visita di neuropsichiatria infantile si trova a dover fare i conti, prima ancora di varcare la soglia, con l’immagine di un accesso trasformato in un’area di raccolta rifiuti. Non si tratta di un dettaglio marginale: il modo in cui viene curato lo spazio pubblico comunica rispetto — o mancanza di rispetto — verso chi quel luogo lo vive quotidianamente, per lavoro o per necessità.
Possibile che non riesca a individuare un’area più appropriata, meno esposta e meno in vista, dove collocare i bidoni della raccolta differenziata? La domanda, semplice quanto diretta, meriterebbe una risposta da parte di chi ha in carico la gestione degli spazi esterni della struttura.






