Pesca, la Commissione Europea sul banco di scuola
Una buona fetta di commissione europea sulla pesca ha preso posto a Cesenatico al Palazzo del turismo. Da un lato la politica, dall’altro chi lavora sporcandosi le mani. Da un lato giacca e cravatta, dall’altro abiti da lavoro. Da un lato chi ha bisogno di risposte da tempo, dall’altro chi si è presentato dicendo che deve “imparare”. E tanto basta per rendere il tutto inquietante. In un contesto di crisi strutturale della pesca, che perdura da anni, l’Ue si presenta dicendo che è lì per imparare.
Fondi del 2028-34
Tutto rimandato a gennaio 2027 quando saranno stanziati i fondi 2028-2034 per la pesca. I politici presenti hanno detto che si impegneranno per stanziare 7 miliardi e 300 milioni rispetto i 6 del periodo precedente.
“L’Ue ha prodotto il dimezzamento della flotta e più insicurezza”
Per avere un contributo politico calato sulla realtà dei fatti e pregno di contenuti si è dovuto attendere la fine quando ha preso parola Mario Drudi, segretario della Coop. Casa del Pescatore.
“Il caro carburante non è il solo problema. Ce ne è uno di fondo che colpisce la pesca a strascico e la volante. Stanziare 7 miliardi non basta, bisogna anche decidere come si possono spendere i fondi. Le imprese non hanno potuto accedere a contributi per ammodernamenti e nuove costruzioni con l’unico effetto di ottenere un dimezzamento della flotta e barche più insicure. Se il radar in mare non va si muore; se il motore si spegne durante il maltempo, in mare si muore”.
L’affondo sulla Volante
Poi un affondo sulla pesca a volante, quella per i piccoli pelagici come sarde, sardine. “Si parla di una riduzione anche del 60% delle quote di pescato. In 700 km di costa abbiamo 36 coppie di barche che praticano questa pesca, come si fa a pensare di ridurre ancora il lavoro quando già ci sono due mesi di fermo pesca? L’unico effetto che si ottiene è che le imprese diventano antieconomiche, quindi insostenibili”.
”Possiamo fare un bel teatro, ma senza attori e musicisti, lo spettacolo non funziona
Mario DrudiSegr. Coop. Casa del Pescatore
Cesenatico perde senso senza la Marineria
Rivolgendosi agli appartenenti della commissione, Drudi ha detto: “Noi abbiamo usato i fondi del Feampa per render più sicuro il porto e più efficiente il mercato ittico. Se facciamo un bel teatro, ma non ci sono attori e musicisti lo spettacolo non funziona. E senza barche e pescatori Cesenatico perde il suo senso”.
Bonaccini presente
Presente fuori dal Palazzo del turismo anche Stefano Bonaccini che, anche se non fa parte della Commissione pesca, ha dimostrato di essere preparato sull’argomento. Ha snocciolato tre punti utili al settore forte della sua esperienza decennale in Regione. Ha parlato di credito d’imposta, di indennizzi della Regione Emilia Romagna e di aumentare i fondi europei 2028-34.
Chi gioca d’anticipo sul buffet
Un momento che, purtroppo racconta della classe politica, c’è stato sul finale, tra l’intervento del sindaco Matteo Gozzoli e di Mario Drudi. Mentre la Commissione “imparava” la situazione della Marineria di Cesenatico, alcuni esponenti dell’entourage erano intenti ad apprezzare le prelibatezze locali giocando d’anticipo sul buffet che di lì a poco sarebbe stato offerto a tutti.
Ci sono momenti in cui la credibilità della classe politica non dovrebbe passare da parole con troppi verbi al futuro o da idee che si frantumano al primo scoglio. La credibilità passa da progetti concreti, da proposte e da risposte puntuali. Sicuramente il lavoro del politico non è semplice, tanto più in una commissione che riguarda un settore che tocca almeno 20 paesi tutti diversi. Ma se siamo arrivati al punto in cui l’80% del pesce consumato in Ue è extraUe come pensa di essere considerato chi, oggi, conosce la situazione, ma sta ancora imparando?








