Una protesta contro il traffico di armamenti è arrivata nel pomeriggio di venerdì 30 ottobre fino al porto canale di Marina di Ravenna, dove alcuni manifestanti hanno tentato di ostacolare il passaggio di una nave mercantile utilizzando otto gommoni.
L’iniziativa si inserisce nella giornata di mobilitazione contro la guerra e il transito di armi negli scali portuali. Secondo quanto riferito dai partecipanti, l’imbarcazione sarebbe in procinto di lasciare il porto con un carico di materiale bellico. Al momento, tuttavia, non risultano conferme ufficiali sulla natura del carico né sull’effettivo blocco della nave.
La protesta nel porto canale
I manifestanti sono entrati in acqua nella zona di via della Foca Monica, all’altezza della centrale Enel, con l’obiettivo di rallentare o impedire il transito dell’imbarcazione.
Sul posto sono presenti la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza, impegnate a monitorare la situazione e il regolare svolgimento della protesta.
Secondo le informazioni raccolte dai partecipanti, la partenza della nave sarebbe prevista per sabato 31 ottobre alle 5 del mattino. I militanti avrebbero intenzione di proseguire il presidio dandosi il cambio, per mantenere la mobilitazione anche durante la notte.
Cortei e presìdi contro il traffico di armamenti
La protesta al porto rappresenta il momento culminante di una giornata di mobilitazione che ha coinvolto diverse aree di Ravenna, dal centro cittadino alla Darsena, fino alla zona portuale.
All’iniziativa hanno partecipato lavoratori, studenti e associazioni, uniti dalla richiesta di fermare il transito di armamenti attraverso lo scalo ravennate.
La situazione resta in evoluzione. Da verificare sia la natura del carico trasportato dalla nave mercantile sia gli sviluppi della protesta in vista della partenza prevista per sabato mattina.






