Dopo il tragico incidente mortale avvenuto sulla Statale Adriatica all’altezza dell’Arca, nel Comune di Cesenatico, il dibattito sui social si è acceso con numerose proposte per aumentare la sicurezza di uno dei tratti più discussi della viabilità cittadina.
Tra le richieste più frequenti dei cittadini ci sono l’installazione di guard rail, nuovi autovelox, dossi rallentatori, telecamere e persino l’allargamento della carreggiata. Per fare chiarezza abbiamo raccolto le domande più ricorrenti e le abbiamo rivolte al sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, che ha risposto punto per punto.
Va ricordato che la Statale Adriatica è una strada statale di competenza di Anas. “Il Comune – ricorda il sindaco Matteo Gozzoli – ha sempre fatto da stimolo al gestore per trovare una soluzione alla messa in sicurezza di questo tratto di strada.”
Perché non si può installare un guard rail?
“Ai sensi dell’articolo 2 del Codice della Strada si tratta di una strada di categoria C, ovvero una strada extraurbana secondaria. In questa tipologia di strada non è possibile installare il guard rail.”
Il sindaco aggiunge anche una motivazione pratica: “Si tratta inoltre di una strada a sole due corsie e piuttosto stretta. Con un guard rail centrale, in caso di incidente o di intervento di emergenza, non sarebbe possibile il passaggio dei mezzi di soccorso e delle ambulanze.”
È possibile allargare la strada e realizzare quattro corsie?
“Scontiamo il fatto che questo tratto di Statale Adriatica si innesta nel tessuto urbano. Ai lati della strada ci sono abitazioni, attività commerciali e, in alcuni tratti, anche il canale. Un eventuale allargamento presenta quindi criticità molto importanti.”
Perché il velox è presente solo nella direzione Rimini-Ravenna?
Molti cittadini chiedono perché l’autovelox non sia installato anche nella carreggiata opposta, da Ravenna verso Rimini. “Nel 2021 la Prefettura ha valutato che questo tratto presentava una particolare pericolosità e ha autorizzato l’installazione dell’autovelox nella carreggiata da sud verso nord, con una determinata posizione, quella ritenuta più critica perché maggiormente interessata da incidenti e da svolte vietate.”
Il sindaco precisa inoltre: “La stessa situazione di pericolosità non è stata rilevata nella carreggiata opposta, da Ravenna verso Rimini.”
C’è poi un ulteriore aspetto tecnico: “L’autovelox è stato installato nell’attuale posizione perché la normativa consente di collocare questi dispositivi soltanto in determinati punti, individuati in parte dalla Prefettura e in parte sulla base delle disposizioni di legge. La normativa stabilisce infatti che, nel chilometro precedente e in quello successivo al dispositivo, debba essere garantito il limite di velocità dei 50 km/h. In questo caso, il tratto interessato va indicativamente dal sottopasso di viale Trento fino al Famila”.
Si possono installare dossi rallentatori?
“No. I dossi sono vietati su questo tipo di strada. Possono essere realizzati esclusivamente nelle strade residenziali o di secondaria importanza e, generalmente, in presenza di attraversamenti pedonali rialzati.”
Le telecamere potrebbero essere una soluzione?
“Le telecamere potrebbero servire esclusivamente a ricostruire la dinamica di un sinistro, ma non esiste un sistema che, in caso di infrazione, elevi automaticamente una sanzione. Anche per questo motivo non mi risulta che siano presenti telecamere di questo tipo lungo l’intero tratto della Statale Adriatica da Ravenna a Rimini.”
Quali interventi possono essere adottati per evitare che in quel tratto si verifichino altri incidenti?
“Non potendo ipotizzare un allargamento della carreggiata, considerata la situazione ai lati della strada – un intervento che, comunque, sarebbe di competenza di Anas – non vedo al momento altre soluzioni oltre all’installazione dell’autovelox. Riducendo la velocità dei veicoli, infatti, si riduce anche la probabilità che si verifichino incidenti, compresi quelli con conseguenze mortali”.





