Emergono nuovi dettagli circa la truffa del residence fantasma

Mentre scriviamo all’ingresso del residence fantasma c’è una 18enne che ha dato una caparra di 650 euro, una famiglia di 4 persone che ha dato 300 euro di capanna e una coppia bulgara. E la troupe di Mediaset. Dove doveva esserci il residence c’è un’agenzia assicurativa che da sabato ha messo a disposizione dei truffati dà acqua fresca e sedie. “Sabato si sono presentati in 90 – ha detto il titolare delle agenzia assicurativa Romani Graziani – mentre oggi circa una decina di truffati”. Qui maggiori info sull’accaduto.

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Il furto del cin

All’esterno c’è chi è al telefono con booking, l’agenzia online che promuove affitti nelle località vacanziere, che a sua volta è in parte vittima del raggiro. Chi ha acquistato il soggiorno tramite questa piattaforma infatti pare vedrà il risarcimento della caparra. Difficile invece avere lo stesso risultato per chi si è messo direttamente in contatto, in buona fede, con i truffatori. Il Residence da Andrea, il nome fittizio utilizzato, ha utilizzato il Cin del residence viale Pascoli, 2. È un appartamento esistente che viene affittato mensilmente dal proprietario ma che nulla ha a che fare con il residence fantasma. Questo escamotage ha permesso di raggirare i controlli di booking puntando direttamente alle tasche degli ignari turisti.

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo alle strutture ricettive e agli immobili in affitto breve. Serve per garantire la sicurezza, fermare gli affitti in nero e controllare le regole fiscali in Italia

Affitti fino a settembre

Le persone all’esterno della struttura inoltre hanno notato che l’appartamento fantasma era stato affittato fino a metà settembre, un dettaglio non da poco perché fa presagire che il danno non è limitato al periodo di fine luglio e i primi di agosto. Sul caso si è espresso duramente anche il primo cittadino Matteo Gozzoli che, ai microfono di livingcesenatico e del tg3 ha detto che è pronto a costituirsi parte civile per chiedere un risarcimento al danno d’immagine subito da chi ha messo in piedi questo imponente raggiro.

residence fantasma

I volantini all’esterno

Intanto la zona di Viale Pascoli è stata tappezzata di volantini in due lingue per indicare da un lato di recarsi allo Iat per avere un sostegno e cercare un’alternativa per pernottare e dall’altro lato per sgomberare il campo da dubbi circa la totale estraneità dai fatti del Residence Viale pascoli.

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