Polpi a Cesenatico, quel che c’è da sapere
Polpi contro il granchio blu. Quello che poteva essere un argomento di studi riservato a una nicchia di intenditori ha fatto il giro della rete suscitando, come intuibile, tesi di totalmente non addetti ai lavori. Abbiamo parlato con chi invece sta portando avanti il progetto pilota Octo-blu (finanziato dalla Regione Emilia Romagna).
“Tonnellate di granchi blu nel porto canale”
È emerso che lo studio è iniziato nel 2025 e in un primo step ha riguardato l’indagine della biologia del granchio blu. Una specie che è molto presente anche a Cesenatico soprattutto lungo i canali di Tagliata e porto canale dove «ce ne sono a tonnellate». Un punto di campionamento è presso il capanno da pesca di Romano Severi dove ne sono stati pescati 81 in 2 ore.
«Nel mese di agosto – ha spiegato Antonio Casalini resp. Tecnico scientifico del progetto – libereremo delle paralarve di polpo vicino ai filari di cozze. Si tratta di minuscole larve che si cibano di zooplancton che abbonda in quei tratti a poche miglia dalla costa. Al contempo libereremo anche delle tane artificiali che sono molto simili a dei mattoni forati. Sarà il primo test sul campo».
Monitoraggio con sub
Il polipo è il predatore naturale dei crostacei e, in un ambiente protetto come le vasche dei laboratori del corso di laurea di Acquacoltura e igiene delle produzioni ittiche (dipartimento scienze mediche veterinarie) ha dato «risultati incoraggianti nella lotta alla proliferazione del granchio blu, ma in ambiente marino libero le variabili che si innescano sono molte. Per questo portiamo avanti lo studio e il monitoraggio utilizzando anche dei sub che permetteranno di vedere se le paralarve sono cresciute».
Ma i polpi saranno pescati?
Tra le critiche mosse al progetto c’è il fatto che i polpi potrebbero essere pescati e quindi perdere la propria funzione di contrasto al granchio. «Sarebbe un valore aggiunto inteso come diversificazione delle specie da pescare. Il polpo, dati alla mano del mercato ittico di Cesenatico e Rimini è una specie che viene già pescata regolarmente nelle nostre zone, in diverse centinaia di kg ogni anno; è una specie autoctona. Nell’immediato è molto difficile che si innesti una quantità tale di polpi da essere pescata. La fase planctonica, quindi quando è grande pochi millimetri (come in foto sotto) dura circa 40 giorni, poi diventa di dimensioni normali e non è assolutamente detto che il terreno del fondo dell’alto Adriatico non possa essere un habitat favorevole». Una critica mossa dal popolo della rete riguarda il fatto che il polpo mangerebbe anche altri crostacei per accrescersi. «È vero, il polpo mangia crostacei in generale ma basterebbe che mangiasse anche poche femmine di granchio blu per evitare la proliferazione di milioni di uova».
Progetto non adatto alla sacca di Goro
«Il progetto pilota Octo Blu è finalizzato a contrastare la proliferazione del granchio blu nelle marinerie come Cesenatico, Rimini, Cattolica e non nelle zone lagunari dove l’acqua è molto bassa e nello specifico, nella sacca di Goro la temperatura e la salinità non sono compatibili con il polpo» spiega Casalini prima di tornare a osservare le paralarve al microscopio. Il responsabile del progetto è Oliviero Mordenti con il quale collaborano, oltre al già citato Casalini, Pietro Emmanuele, Dario Lombardi e Laura Gentile.

