Le indagini sulla truffa del residence fantasma di Cesenatico proseguono e, a quasi due mesi dalla scoperta del raggiro, il lavoro dei carabinieri della Compagnia di Cesenatico si concentra su più fronti. La Procura di Forlì ha aperto un fascicolo per truffa aggravata continuata contro ignoti, dopo che circa 150 turisti, italiani e stranieri, erano arrivati in città convinti di aver prenotato un alloggio che in realtà non esisteva.

La vicenda era emersa all’inizio di agosto, quando decine di famiglie si erano presentate in via Pascoli, all’indirizzo indicato per il cosiddetto Residence da Andrea, trovando invece un’agenzia assicurativa. Il raggiro utilizzava annunci pubblicati sulle piattaforme di prenotazione e un sito internet, sfruttando anche il CIN di una struttura realmente esistente per rendere più credibili le false offerte.

La pista del web

Una delle direttrici dell’indagine riguarda proprio la parte digitale della truffa. Gli investigatori stanno ricostruendo la presenza online delle false strutture, gli annunci, i siti utilizzati e i contatti con i turisti.

Un elemento che rende il quadro ancora più complesso è la dimensione internazionale della vicenda. Non sarebbero coinvolti soltanto siti e piattaforme italiane: gli accertamenti riguardano anche siti stranieri, utilizzati o comunque collegati alla diffusione degli annunci e alla raccolta delle prenotazioni.

Questo significa che gli investigatori devono ricostruire una rete di passaggi digitali che non si limita necessariamente a soggetti o piattaforme presenti sul territorio italiano. Una parte importante del lavoro consiste quindi nell’incrociare dati, comunicazioni, account, numeri di telefono e tracce lasciate online.

La pista dei conti correnti

L’altra direttrice riguarda invece il percorso seguito dai soldi delle vittime.

Secondo quanto emerge dagli accertamenti, una volta ricevuti i bonifici dei clienti truffati, le somme non rimanevano necessariamente sul conto sul quale erano state inizialmente versate, ma venivano spostate su altri conti correnti.

È proprio la ricostruzione di questi passaggi finanziari a poter fornire elementi utili agli investigatori per capire chi abbia avuto accesso al denaro e come fosse organizzato il sistema. Il lavoro consiste quindi nel seguire i trasferimenti, individuare i diversi rapporti bancari coinvolti e mettere in relazione i movimenti con le singole prenotazioni e denunce.

Il quadro che emerge è quindi quello di un’indagine tutt’altro che semplice, che deve tenere insieme tracce digitali e movimenti finanziari, oltre alle numerose denunce raccolte dalle forze dell’ordine.

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