Cesenatico, il caso approda a La7

Il caso del residence fantasma di Cesenatico arriva anche sulla televisione nazionale. Questa mattina il sindaco di Cesenatico è intervenuto in diretta a La7, nel programma “L’Aria che tira”, per fare il punto sulla vicenda che ha coinvolto numerose famiglie arrivate in città convinte di avere prenotato un alloggio per le proprie vacanze.

Il numero delle persone coinvolte continua a crescere: sarebbero circa 125 le famiglie che hanno avuto a che fare con la falsa struttura ricettiva, alcune delle quali provenienti anche dall’estero.

Annunci e piattaforme ancora online

Uno degli aspetti sottolineati riguarda la presenza di annunci e riferimenti alla struttura ancora presenti sul web. Il sistema, secondo quanto emerso, sarebbe stato costruito utilizzando piattaforme online e annunci apparentemente credibili, capaci di intercettare turisti alla ricerca di un appartamento per le vacanze a Cesenatico.

Un meccanismo che, secondo il primo cittadino, avrebbe richiesto una maggiore attenzione e controllo da parte delle piattaforme. Nel frattempo, alcuni contenuti riconducibili alla falsa struttura risultano ancora reperibili online.

“Il cerchio si stringe”

Sul fronte investigativo, il sindaco ha spiegato che il cerchio intorno ai responsabili si starebbe stringendo. Gli investigatori stanno lavorando per identificare chi avrebbe organizzato il sistema di prenotazioni e incassato il denaro delle vittime.

Tra gli elementi che porterebbero a ipotizzare un coinvolgimento di persone della zona ci sarebbe anche la conoscenza molto precisa dei luoghi e delle caratteristiche di Cesenatico utilizzata negli annunci e nelle comunicazioni con i turisti.

Al momento, tuttavia, si tratta di un’ipotesi investigativa e saranno gli accertamenti dei carabinieri a stabilire eventuali responsabilità.

Turisti in calo e famiglie ancora alla ricerca di un alloggio

La vicenda ha avuto ripercussioni anche sull’organizzazione dell’accoglienza turistica. Secondo quanto riferito dal sindaco, il flusso di persone arrivate in città per soggiornare nelle strutture legate alla truffa si è progressivamente ridotto fino quasi ad azzerarsi.

Soltanto questa settimana sarebbero state ricollocate tre famiglie rimaste senza l’alloggio che avevano prenotato.

Nel frattempo continuano ad arrivare al Comune telefonate e mail di persone che, dopo aver effettuato una prenotazione, hanno compreso di essere state vittime della truffa.

Un sistema organizzato

Dalle prime ricostruzioni emerge un sistema che avrebbe avuto un’organizzazione piuttosto articolata, con la creazione di annunci, immagini e riferimenti apparentemente riconducibili a strutture ricettive realmente esistenti.

Le indagini proseguono e i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e documentazione per ricostruire tutti i passaggi della vicenda, individuare i responsabili e capire quante siano effettivamente le persone rimaste coinvolte.

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Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.