Estate 2026, la Romagna supera il record del 2003: è stata la più calda degli ultimi 100 anni
Un’estate da record, con una temperatura media superiore di 3,4 gradi alla media 1981-2010
L’estate del 2003 sembrava destinata a rimanere per molto tempo il riferimento assoluto per descrivere un’estate estrema in Romagna. Un’anomalia che, per anni, è rimasta praticamente isolata.
Ora non è più così.

Un’anomalia di +3,4 gradi
Il dato più impressionante riguarda la temperatura media stagionale: l’estate 2026 ha fatto registrare un’anomalia di +3,4°C rispetto alla media climatica 1981-2010.
Considerando invece il periodo più recente 1991-2020, l’anomalia scende a +2,8°C. Una differenza che racconta anche quanto il clima di riferimento sia già cambiato nel giro di pochi decenni.
Il 2003, per lungo tempo considerato l’anno simbolo del caldo estremo, è quindi stato superato.
Non si tratta però di un record costruito allo stesso modo.
È stato luglio a fare la differenza
Giugno e agosto 2026 sono rimasti poco al di sotto dei valori registrati negli stessi mesi del 2003.
A determinare il sorpasso è stato soprattutto luglio 2026, risultato decisamente più caldo rispetto al luglio di quell’anno.
È bastato quindi un contributo particolarmente marcato nel mese centrale dell’estate per portare l’intera stagione oltre il precedente record.
Negli ultimi anni, del resto, il 2003 era stato progressivamente avvicinato.
Le estati del 2012, 2015, 2017, 2022, 2023 e 2024 avevano mostrato valori sempre più elevati. Nel 2024, in particolare, la Romagna era arrivata molto vicina al primato del 2003.
Nel 2026 è arrivato il sorpasso.
Le dieci estati più calde sono tutte recenti
Il dato forse più significativo emerge guardando alla classifica degli ultimi cento anni.
Le prime dieci estati romagnole più calde appartengono tutte al nuovo millennio.
La vecchia estate del 1950, che all’epoca rappresentò un evento eccezionale, è scivolata al dodicesimo posto.
Anche l’estate del 1998, particolarmente calda per gli standard dell’epoca, è ora al quattordicesimo posto.
È un cambiamento che rende ancora più evidente la progressiva crescita delle temperature estive.
Meno pioggia, ma non come nel 2003
C’è però una differenza importante tra il 2026 e il 2003.
Se entrambe le estati sono state eccezionalmente calde, quella del 2003 fu anche caratterizzata da una siccità molto più marcata.
Nel 2026 le precipitazioni estive sono risultate inferiori alla media del 23% rispetto al periodo 1981-2010. Utilizzando il periodo 1991-2020 come riferimento, il deficit è invece del 15%.
Nel 2003 il deficit raggiunse addirittura il 74% rispetto alla media 1981-2010 e il 71,5% rispetto alla media 1991-2020.
Anche questo confronto racconta un altro cambiamento climatico significativo: le precipitazioni estive medie sono diminuite tra i due periodi trentennali di riferimento.
Giugno e agosto molto secchi
Nel 2026 le piogge sono state particolarmente scarse in giugno e agosto.
Luglio ha invece presentato una maggiore instabilità, ma concentrata in pochi episodi e soprattutto nell’area del Ravennate settentrionale.
Una distribuzione delle precipitazioni quindi molto irregolare, che non ha impedito alla stagione di chiudere con un deficit complessivo relativamente contenuto rispetto al 2003.
E ora arriva l’autunno, ma il caldo resta
Con il primo settembre inizia ufficialmente l’autunno meteorologico.
Ma, almeno dal punto di vista delle temperature, l’estate sembra tutt’altro che conclusa.
E resta una domanda inquietante: quanto bisognerà aspettare prima che anche il record dell’estate 2026 venga superato?
Secondo Randi, probabilmente molto meno di quanto sia stato necessario per superare il 2003.
Un’osservazione che, al di là del singolo record, restituisce la fotografia di un cambiamento ormai evidente: le estati eccezionali non sembrano più eventi isolati, ma stanno diventando sempre più frequenti.






