Con l’estate ormai alle spalle, è tempo di tracciare un bilancio sul fronte della sicurezza a Cesenatico. Una stagione caratterizzata dall’aumento delle presenze turistiche, dalla movida e da un conseguente incremento delle richieste di intervento. A fare il punto è il Maggiore Massimiliano Iori, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Cesenatico, che racconta l’attività svolta durante i mesi estivi, tra controlli, prevenzione, interventi per furti, liti e abuso di alcol e sostanze, ma anche attenzione alle aree abbandonate e ai luoghi maggiormente frequentati.

Secondo Iori, le pattuglie dell’Arma hanno gestito circa il 90% degli interventi arrivati attraverso il NUE-112 o effettuati d’iniziativa. Un dispositivo che quest’anno si è rafforzato anche grazie all’impiego dei militari con e-bike, affiancati dai reparti speciali, con l’obiettivo di garantire una presenza capillare anche nelle zone pedonali, nei parchi e nei vicoli non accessibili alle auto. Nell’intervista il comandante affronta anche il tema della percezione della sicurezza, delle segnalazioni dei cittadini e delle attività che proseguiranno nei prossimi mesi, quando l’attenzione si sposterà soprattutto sulle aree isolate e sugli edifici in disuso.

Qual è il bilancio complessivo della stagione estiva dal punto di vista della sicurezza?

“Il bilancio è positivo in termini di impegno operativo e risultati. La stagione estiva ha visto un notevole incremento di presenze, che ha richiesto un potenziamento costante della nostra presenza sul territorio. Le pattuglie dell’Arma, a seguito delle richieste pervenute al NUE-112 o d’iniziativa, sono intervenute e hanno gestito circa il 90% degli interventi. Abbiamo risposto tempestivamente a numerose chiamate di soccorso e segnalazioni, lavorando non solo in chiave repressiva, ma soprattutto preventiva, monitorando le aree sensibili e garantendo una presenza costante sul territorio.

Come definirebbe la situazione della sicurezza a Cesenatico rispetto alla scorsa estate? Ci sono aspetti che hanno mostrato un miglioramento o, al contrario, nuove criticità?

“La situazione si conferma in linea con i flussi turistici. Se da un lato abbiamo consolidato il monitoraggio di aree abbandonate e zone critiche – che restano punti di attenzione per prevenire bivacchi o occupazioni – dall’altro abbiamo affrontato la sfida legata alla gestione della convivenza civile nelle ore notturne, gestendo episodi di intemperanze spesso legati all’abuso di alcolici o sostanze di altro tipo”.

Quali sono state le principali tipologie di reato contestate?

“L’attività si è concentrata sul contrasto ai reati predatori (come i furti ai danni di turisti o in strutture commerciali), oltre a una costante vigilanza sulla sicurezza stradale, che ha portato alla contestazione di guide in stato di ebbrezza. Si è inoltre intervenuti su casi di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale e, purtroppo, su episodi di violenza interpersonale, spesso scaturiti da futili motivi o alterazioni psicofisiche”.

Come risponde alla percezione, spesso espressa dai cittadini, secondo cui “le forze dell’ordine li arrestano, ma poi vengono rimessi subito in libertà”?

“E’ una percezione errata, spesso frutto di una narrazione semplicistica e superficiale che non tiene conto della realtà e del campo del diritto e delle regole in cui si opera. L’Arma dei Carabinieri agisce sempre con fermezza, procedendo ad arresti e denunce sulla base di elementi di prova concreti e nel rispetto delle norme vigenti. L’eventuale denuncia in stato di libertà o liberazione dell’indagato, non significa affatto che la vicenda sia conclusa o che ci sia impunità. Le indagini vanno avanti: gli autori, identificati e denunciati, affronteranno un regolare processo penale. Chi ha commesso il reato ne risponderà comunque davanti a un giudice, e subirà una condanna secondo le regole e con le tempistiche del nostro ordinamento penale”.

Quali attività di controllo e prevenzione sono state messe in campo dai Carabinieri durante i mesi estivi?

“Abbiamo intensificato il controllo delle arterie stradali e dei luoghi di aggregazione, con il supporto fondamentale dei reparti speciali, come il Nucleo Elicotteri e le Squadre SAT del Battaglione Liguria. Particolare attenzione è stata rivolta al controllo di stabili abbandonati e colonie in disuso, spesso teatro di potenziali situazioni di illegalità. Anche le zone della ‘movida’ sono state presidiate, consentendo positivi risultati in chiave preventiva e di deterrenza. Abbiamo inoltre investito sulla prossimità e l’ascolto immediato, sorvegliando in modo capillare le zone più frequentate, sia con pattuglie a piedi che, novità di quest’anno, con militari dotati di e-bike, i quali, integrando il dispositivo di controllo, hanno permesso di assicurare la nostra presenza anche in zone non accessibili al traffico veicolare, come vicoli stretti, zone pedonali e parchi. La presenza visibile sul territorio e la prossimità al cittadino da un lato rassicura le fasce più fragili della popolazione, fungendo al tempo stesso da deterrente naturale contro la microcriminalità, facilitando le segnalazioni spontanee”.

Comandante Massimiliano Iori

Quali sono i comportamenti o le situazioni che più frequentemente possono trasformarsi in problemi di sicurezza durante l’estate?

“L’abuso di alcol e sostanze stupefacenti è purtroppo il denominatore comune di molte situazioni che degenerano in aggressioni, schiamazzi o atti di vandalismo. Anche le dispute interpersonali, laddove i soggetti versano in stati di alterazione psicofisica, richiedono interventi immediati e delicati, in cui la professionalità e la sensibilità del carabiniere giocano un ruolo di fondamentale importanza per trovare la soluzione migliore”.

Dal punto di vista del rapporto con cittadini, turisti e operatori, quali sono le principali segnalazioni o richieste di intervento che avete ricevuto durante l’estate?

“Il rapporto con il cittadino è costante. Nel periodo estivo naturalmente, cresce esponenzialmente il numero di richieste, a causa della presenza dei turisti, l’aumento delle manifestazioni, dei locali aperti e della movida. Riceviamo segnalazioni che spaziano dalla richiesta di ausilio per liti, in famiglia o in strada, a interventi per disturbo alla quiete pubblica, fino al supporto per persone in stato di fragilità o confusione. Questo testimonia che il carabiniere è visto non solo come figura di ordine, ma come primo punto di riferimento nelle emergenze, o anche la figura rassicurante a cui chiedere un’informazione o a cui segnalare una situazione di disagio”.

C’è un fenomeno che meriterebbe maggiore attenzione dai cittadini e dagli operatori turistici?

“Auspicherei a una maggiore attenzione alla cultura della prevenzione ‘attiva’. La collaborazione dei cittadini, che segnalano tempestivamente situazioni sospette, è fondamentale. Inoltre, un’attenzione particolare va posta nella gestione della sicurezza dei propri beni (es. borse in spiaggia, auto in sosta) e, per gli operatori, nel monitoraggio costante delle proprie strutture per prevenire intrusioni”.

Qual è il messaggio che si sente di rivolgere ai cittadini e ai tanti turisti che frequentano Cesenatico sul tema della sicurezza?

“Cesenatico è una città accogliente e sicura. Il mio messaggio è di fiducia: non esitate a segnalare qualsiasi anomalia o situazione che ritenete sospetta. Il controllo del territorio è un’azione condivisa. Noi siamo presenti e vigili, ma la collaborazione dei cittadini rimane il nostro sensore più efficace”.

Guardando ai prossimi mesi, quali sono le principali sfide che attendono l’Arma sul territorio?

“La sfida principale sarà mantenere alta la guardia anche nel periodo di transizione post-estivo, continuando il monitoraggio serrato del territorio, in particolare verso le aree isolate e gli edifici in disuso, e rafforzando sempre più le attività di prossimità per prevenire e contrastare i fenomeni di degrado urbano. I risultati sul campo dimostrano che la sicurezza non passa unicamente dalla velocità delle volanti in emergenza, ma anche dalla costanza della presenza quotidiana tra i cittadini, le strade e le piazze della città. L’obiettivo primario resta la vicinanza alle persone, attraverso una presenza capillare e visibile, non solo per scoraggiare i malintenzionati e rassicurare le fasce più vulnerabili della popolazione, ma anche per favorire il dialogo diretto con residenti e commercianti. Il nostro vuole essere un approccio basato sull’ascolto, che punta a raccogliere segnalazioni spontanee delle persone sul territorio, per intercettare gli eventuali problemi, intervenire tempestivamente e possibilmente prevenire le situazioni di degrado o pericolo per la comunità”.

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Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.