Lo sconto annunciato da Eni Live e IP arriva tardi e resta inferiore ai rincari applicati per mesi. L’Osservatorio nazionale stima per ogni famiglia ricadute per quasi 500 euro.
Lo sconto alla pompa c’è, ma secondo Federconsumatori non basta a pareggiare i conti. Mentre Eni Live, seguita a ruota da IP, taglia i listini per un mese, l’associazione dei consumatori fa i calcoli e parla di un’operazione “tardiva e doverosa”. Nel comunicato del 28 settembre la definisce anche un ringraziamento, “nemmeno troppo celato”, al Governo che non ha toccato la tassazione sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere.
“Pur apprezzando lo sforzo – scrive Federconsumatori – non ci uniremo al coro di chi elogia e ringrazia le ‘povere’ compagnie petrolifere che si tagliano i guadagni, tra l’altro con un ritorno pubblicitario non indifferente, dopo essersi arricchite per mesi sulle tasche degli automobilisti”.
I numeri dell’Osservatorio: +20,48 centesimi sulla benzina, +19,47 sul gasolio
I conti li ha fatti l’O.N.F., l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Il calcolo tiene conto dell’andamento delle quotazioni della materia prima, del cambio euro/dollaro e delle variazioni delle accise. Ne risulta che dall’inizio del conflitto i distributori hanno applicato un sovrapprezzo medio di 20,48 centesimi al litro sulla benzina e di 19,47 centesimi sul gasolio. La media complessiva indicata dall’associazione è di 19,67 centesimi.
Per le famiglie questo si è tradotto in oltre 275 euro di spesa diretta in più, cioè il pieno alla pompa. A questi si aggiungono 224,50 euro di ricadute indirette, legate al maggior costo del trasporto su gomma dei beni di largo consumo. In tutto sono quasi 500 euro a nucleo familiare.
Uno sconto più basso dei rincari
Lo sconto partito in questi giorni e valido per un mese vale circa 17 centesimi al litro sulla benzina e 19 sul gasolio. Secondo Federconsumatori è comunque meno del sovrapprezzo praticato finora. L’associazione aggiunge che, stando alle segnalazioni dei cittadini, in diverse località i prezzi alla pompa sono saliti proprio all’indomani dell’annuncio di venerdì, prima che il taglio entrasse in vigore.
Per l’associazione l’operazione dimostra soprattutto una cosa: “Da tempo vi era spazio per una riduzione dei listini, mai operata e decisa strategicamente ora in soccorso del Governo”. Federconsumatori chiede che tutti i distributori applichino lo sconto, così da restituire ai cittadini “almeno una minima parte di quanto guadagnato in questi mesi”. Segnala anche un effetto collaterale: uno sconto su base volontaria crea disparità tra i consumatori, a seconda di dove vivono e lavorano.
Le richieste: controlli sulle speculazioni e IVA al 10% sull’energia
Per Federconsumatori le misure spot non bastano a tenere a freno i prezzi. L’associazione chiede di non abbassare la guardia sulle accise e di introdurre regole nuove, controlli stringenti e sanzioni severe contro le speculazioni lungo le filiere dei carburanti e dei generi di largo consumo.
Sul fronte fiscale le proposte sono due. La prima è ridurre in modo strutturale gli oneri di sistema in bolletta, invece di intervenire con provvedimenti occasionali come quello sul bollo auto. La seconda è togliere una volta per tutte le accise dalla base su cui si calcola l’IVA, per eliminare quella che l’associazione chiama “l’insopportabile tassa sulle tasse”. Federconsumatori chiede infine di portare l’IVA a un massimo del 10% su tutti i beni energetici.






