Una storia di determinazione, coraggio, imprenditoria e purtroppo, anche di solitudine.
La pizzeria di via Mosca a Zadina, infatti, è stata chiusa qualche volta la scorsa stagione per poi chiudere del tutto.
I proprietari hanno deciso fosse arrivato il momento di comunicare ad amici e clienti, il perchè della decisione: lo hanno fatto con un documento dettagliato, appeso all’esterno del locale, nel quale hanno ripercorso l’intera vicenda sino alla chiusura definitiva.
L’acqua… per 5 volte
“Cari vicini, cari clienti…” – questo l’inizio del messaggio.
Si legge, nella comunicazione, che il locale era stato preso lo scorso anno e di come fosse messo male: pulizia e manutenzioni necessarie.
Poi, una volta ripulito e partiti, “ci si è messa l’acqua per ben cinque volte: 13 e 20 maggio, 3, 20, 4 e 24 agosto. Nella specie acqua di scarico di un palazzo con appartamenti, proveniente da tutti e due i lati del locale fino alla cucina”.
“La ragione, individuata da un idraulico dopo aver ispezionato le tubature con la telecamera, – si legge nella lettera – è stata la seguente: le radici di un albero cresciute all’interno delle tubature, che bloccavano lo scarico“.
I lavori sono stati eseguiti solo dopo quattro mesi ovvero a settembre, con l’acqua che continuava a tornare e la conseguente formazione di muffa.
Richieste inascoltate…
Vista la situazione, gli affittuari dell’azienda, hanno fatto richiesta di una valvola di non ritorno così che non sarebbe più successo. Si sono poi rivolti ad un avvocato, inviato lettere e quello che hanno ottenuto – si legge nella comunicazione fuori dal locale – sarebbero stati: qualche scatolone e qualche straccio. Quattro mesi dove non si è fatto nulla, gli escrementi ancora per terra e il sollecito per pagare l’affitto.
La proposta di un nuovo accordo
La lettera prosegue mettendo in luce l’intervento dell’assicurazione che ha riconosciuto tra mancato incasso, attrezzature rovinate, spese di sanificazione un importo pari ad euro 7.500,00 che ha trattenuto la proprietà.
A giungo quindi è stata fatta una proposta scritta per un nuovo contratto, pagando anticipatamente il nuovo anno e accollandosi il rischio di nuovi allagamenti.
Richiesta che “non è stata accettata”.
Il contratto di affitto d’azienda si è concluso ad agosto e così si è concluso anche il percorso di una attività aperta da poco, ma che stava ingranando la marcia: presenze, volti che ritornano, recensioni di 4,8 su Google.






