La discussione sul futuro e sull’utilizzo del teatro comunale di Cesenatico è arrivata ieri sera (lunedì 29 settembre) sui banchi del consiglio comunale. Al centro del confronto una mozione presentata dalla consigliera di minoranza Stefania Salsi, della Lista Civica per Buda, che proponeva una modifica in tre punti dell’attuale regolamento.
La mozione è stata respinta con 5 voti favorevoli e 10 contrari.
Le tre modifiche proposte
La proposta partiva, ha spiegato Salsi, dalla mobilitazione di «centinaia di cittadini, associazioni, famiglie e realtà di Cesenatico che vogliono che il teatro torni ad essere il cuore pulsante della città».
Il primo punto riguardava l’articolo 1, con la richiesta di superare il limite massimo di tre giornate concesse a ciascuna realtà che fa richiesta di utilizzare il teatro. Secondo Salsi, i costi elevati e il limite delle giornate avrebbero portato diverse associazioni a scegliere strutture di altri Comuni.
Il secondo punto chiedeva di introdurre un’esenzione automatica, e non discrezionale, per le associazioni che organizzano iniziative con finalità benefiche.
Infine, la mozione proponeva di istituire un punto stabile per raccogliere proposte e progetti di programmazione, con l’obiettivo di favorire un maggiore coinvolgimento delle realtà cittadine.
Pd: «Il regolamento serve a includere tutte le realtà»
A rispondere alla proposta è stata la consigliera del Pd Valentina Montalti, che ha ricordato come l’attuale regolamento, approvato nel 2016, fosse nato proprio con l’obiettivo di consentire l’accesso al teatro a un numero ampio di realtà.
«Senza il limite di tre giornate si restringe la possibilità del numero delle associazioni di partecipare», ha osservato il consigliere Montalti, illustrando anche i dati relativi all’utilizzo della struttura.
Da ottobre a giugno sono previste quest’anno 80 giornate di apertura del teatro: 29 dedicate alla stagione teatrale, 33 alle associazioni, 14 alle scuole e 4 a utilizzi privati.
«Dalla vostra mozione sembra che qualcuno venga escluso, ma i dati dicono altro: mai nessuno è stato escluso», ha aggiunto Valentina Montalti.
Drudi: «Il teatro va usato, ma è un bene da salvaguardare»
Sul tema della tutela della struttura è intervenuto anche il consigliere Pd Mario Drudi. «Il teatro va usato, tutto è cultura», ha detto, sottolineando però la necessità di considerarlo anche come «un bene prezioso che va salvaguardato perché delicato».
Drudi ha poi aggiunto: «Se posso, non capisco chi sia il referente di questa mozione».
Da qui la posizione contraria all’idea di un teatro «a tutti» senza ulteriori limiti.
Buda: «Oggi il teatro ha perso vitalità»
Dai banchi della minoranza è intervenuto Roberto Buda, che ha ricordato come anche la sua amministrazione fosse stata criticata per aver concesso con facilità l’utilizzo del teatro.
«Allora però era un luogo vivo, oggi ha perso vitalità», ha affermato Buda. «Sostenere la cultura vuol dire anche concedere gratuitamente il teatro».
Pedulli: «I tre giorni servono per garantire l’accesso a tutti»
A chiudere il confronto è stata l’assessore alla Cultura Emanuela Pedulli, che ha difeso l’attuale sistema di gestione.
«Il cartellone teatrale deve essere salvaguardato», ha sottolineato, ricordando che la gestione è diretta dall’Ufficio Cultura, senza appalti.
Secondo l’assessore Pedulli, un’eventuale esternalizzazione potrebbe comportare condizioni diverse nell’accesso alla struttura: «Chi gestirà il teatro non concederà più 33 giornate all’esterno e 14 giornate alle scuole gratuitamente».
L’amministrazione, ha spiegato l’assessore, ha scelto di mantenere alta la qualità della programmazione teatrale e, allo stesso tempo, di garantire alle realtà che ne fanno richiesta la possibilità di utilizzare il teatro per tre giornate.
«Quei tre giorni non sono per escludere, ma per garantire a tutti coloro che lo chiedono l’utilizzo del teatro. Mai nessuno è stato escluso dall’utilizzo del teatro», ha ribadito Emanuela Pedulli.
L’assessore ha infine richiamato anche il sostegno già garantito alle associazioni del territorio che organizzano iniziative benefiche, ricordando l’utilizzo gratuito di alcune strutture comunali, comprese le palestre, per le quali le utenze vengono sostenute dal Comune.
Al termine della discussione, la mozione proposta dalla minoranza è stata bocciata con 5 voti favorevoli e 10 contrari.






