Una città balneare disegnata a tavolino
Cesenatico all’inizio del Novecento ragiona già come una località di villeggiatura. Il piano regolatore del 1903 destina la zona a mare, a destra del porto, ai villini a uso prevalentemente estivo. L’area detta “di levante” è un rettangolo che va dal porto canale al viale Roma e dal viale Carducci alla vena Mazzarini.
Per attirare investimenti, il Comune cede i terreni edificabili gratuitamente. Il modello è quello del villino disposto in doppia fila lungo un’unica strada, con stradelli laterali per raggiungere i lotti di seconda fila. Ne nasce un’edilizia modesta, ma non priva di episodi di qualità.
Il piano del 1910 e il prezzo dei lotti
Nel 1910 il Comune acquista la zona demaniale compresa tra via Carducci e il mare e deve redigere un nuovo piano per quell’area. Il piano la divide in diciotto isolati su due file parallele, delimitati da due piazze: una circolare a chiusura di via Garibaldi, l’altra più ampia in fondo all’attuale viale Roma, destinata a diventare il vero centro dell’area balneare.
Cambia anche la logica economica. I lotti non si regalano più, ma si vendono a 2 lire al metro quadro, senza distinzione tra prima e seconda fascia. Il piano impone regole costruttive per garantire, come dice la fonte, “un certo pregio architettonico”.
Adolfo Magrini, ferrarese di nascita e milanese d’adozione
In questo contesto lavora l’architetto Adolfo Magrini, ferrarese di nascita e milanese d’adozione, impegnato in città su diversi progetti. Per sé sceglie la nuova area di espansione e costruisce la propria residenza balneare acquistando due lotti contigui, che permettono l’accesso diretto alla spiaggia attraverso un ombroso giardino all’inglese.
Un villino che si distingue
La villa si sviluppa su due piani, con il piano terra rialzato come prescrivevano i regolamenti. Ciò che la separa dai vicini, secondo la scheda, è la chiarezza distributiva e funzionale. Tre terrazze, due coperte al piano rialzato e una scoperta al primo piano, garantiscono a ogni ora ombra e riparo dal vento. I volumi sono articolati con sapienza e la composizione è dominata da una torretta belvedere rivolta al mare.
Dal Liberty al neomedievalismo
Magrini lascia da parte i fasti secessionisti del progetto, mai realizzato, per un grande Circolo Bagnanti. Per il suo villino recupera la cultura eclettica di ritorno, quella postunitaria di area milanese. Ne esce un neomedievalismo accattivante e improbabile, fatto di stilemi romanici e gotici: archi, bifore e un portale ogivale che la fotografia d’epoca restituisce con chiarezza.
Il segreto è nel cemento
Dietro l’aspetto da castelletto si nasconde una struttura modernissima per l’epoca. L’intera intelaiatura è in cemento, gettato tra armature mobili di lamiera, mentre i muri di riempimento sono in blocchi a due fori di tipo Wender. Cornici, architravi, archivolti e colonnine sono realizzati in cemento armato. Il Medioevo, a Cesenatico, era fatto di calcestruzzo.
Fonti “Itinerari d’architettura moderna” di Ulisse Tramonti Ed. Alinea
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