Cesenatico Civica e Pd intervengono sulla disciplina dei dehors

La questione dei dehors sul porto canale di Cesenatico torna al centro del dibattito, ma questa volta con una posizione condivisa all’interno della maggioranza. A intervenire sono Cesenatico Civica e Partito Democratico, entrambi a sostegno dell’applicazione del regolamento comunale approvato nel 2024.

Il messaggio che arriva dalle due forze politiche è chiaro: le attività economiche vanno tutelate, ma l’utilizzo del suolo pubblico deve avvenire nel rispetto delle regole, soprattutto in un’area delicata e caratterizzante come quella del porto canale.

Cesenatico Civica: “Il regolamento va applicato”

Cesenatico Civica ricorda che il regolamento comunale sui dehors, sugli arredi e sull’occupazione del suolo pubblico è stato approvato nel maggio 2024 dopo un percorso amministrativo e politico. Per la lista civica, dunque, non avrebbe senso rimettere periodicamente in discussione una disciplina già approvata e oggi in vigore.

Il principio indicato è quello di avere regole chiare, uniformi e valide per tutti, così da evitare disparità tra le diverse attività e garantire al tempo stesso il decoro di uno degli spazi più riconoscibili di Cesenatico.

“Il punto non è essere favorevoli o contrari ai dehors – sottolinea Cesenatico Civica – ma stabilire se le regole esistono e se devono valere per tutti”.

La lista evidenzia inoltre che la disciplina non riguarda esclusivamente tavoli e sedie, ma anche l’esposizione delle merci da parte degli esercizi commerciali, con l’obiettivo di rendere progressivamente più ordinato e armonico il porto canale.

Il Pd: “Stiamo dalla parte di chi lavora”

Sulla stessa linea il Partito Democratico, che sottolinea però in particolare la necessità di mantenere un equilibrio tra le esigenze delle imprese e quelle legate alla tutela del porto canale.

Il Pd ricorda che il regolamento è stato approvato dal consiglio comunale il 29 maggio 2024, dopo un percorso di confronto con le associazioni di categoria.

L’obiettivo, secondo il partito, è sempre stato quello di conciliare due esigenze: da una parte consentire alle attività di lavorare e investire, dall’altra garantire decoro, sicurezza, tutela del centro storico e funzionalità portuale.

Il porto canale è anche uno spazio pubblico

Un punto centrale della posizione del Pd riguarda la natura degli spazi occupati dai dehors. Le aree lungo il porto canale, viene sottolineato, non sono soltanto spazi a disposizione delle attività commerciali, ma fanno parte di un’area portuale nella quale devono essere garantiti accessi alle banchine, ormeggi, attività portuali e passaggio dei mezzi di emergenza. Per questo motivo esistono vincoli legati sia alla tutela del patrimonio sia alla sicurezza e alle competenze dell’Autorità Marittima.

In quest’ottica, il Pd considera non compatibile con le caratteristiche del porto canale l’ipotesi di dehors completamente chiusi in vetro e utilizzabili per tutto l’anno.

“Il regolamento è in vigore da oltre due anni”

Entrambe le forze politiche ricordano inoltre che gli operatori hanno avuto tempo per adeguarsi alle disposizioni.

Il Pd ribadisce quindi che l’amministrazione deve stare dalla parte di chi lavora, ma che amministrare significa anche stabilire regole e garantirne il rispetto.

Allo stesso tempo, viene confermata la disponibilità a continuare il confronto con le attività economiche e con le associazioni di categoria per individuare eventuali margini di miglioramento nell’applicazione del regolamento.

Possibili progetti alternativi

Cesenatico Civica sottolinea infine che il regolamento non esclude la possibilità di presentare progetti alternativi, che dovranno comunque ottenere i necessari pareri, compreso quello della Soprintendenza.

L’obiettivo indicato dalla maggioranza è quindi quello di arrivare a un porto canale ordinato, accessibile, sicuro e coerente con il suo valore storico e turistico, senza considerare il decoro dello spazio pubblico come un ostacolo alle attività economiche.

La linea espressa da Cesenatico Civica e Pd appare dunque comune: nessuna contrapposizione tra turismo e imprese da una parte e regole dall’altra, ma la ricerca di un equilibrio all’interno di una disciplina già approvata e in vigore.